Ciao, sono Sara, classe 1987.

Credo che l’educazione sia un’alchimia fatta di tempi lenti, sguardi attenti e piccole meraviglie quotidiane. Nella mia vita di maestra, formatrice e animatrice digitale, non cerco la perfezione della tecnica, ma la scintilla della scoperta e l’incanto della parola.

Se cercate una definizione statica di chi sono, probabilmente rimarrete delusi.
Sono stabili i miei principi, ma poliedrica la mia anima.

“Sono tante cose diverse e tutte molto lontane fra loro. Faccio ancora fatica a capire chi voglio essere e quando.” Cinzia Salerno

Amo i tempi lenti della vita solitaria, della riflessione approfondita, del perdermi in pensieri profondi, della lettura, delle chiacchiere sui “massimi sistemi” e allo stesso tempo adoro la tecnologia, la sua rapidità, la molteplicità delle possibilità simultanee che essa offre, le serate in compagnia, le chiacchiere, la musica alta, cantare a squarciagola. Amo la vita in tutte le sue contraddizioni, amo la vita che mi sto costruendo anche se non ho chiaro l’obiettivo, Amo svisceratamente il mio lavoro. Amo i “miei” bambini: la ragione del mio agire.

Porto questa complessità con me ogni giorno, convinta che la scuola debba essere un luogo dove le diversità non si annullano, ma creano alchimie inaspettate.  Credo fermamente che per accogliere lo stupore dei bambini serva una competenza solida e in continuo ascolto. Non credo nell’improvvisazione: ma in una preparazione rigorosa che si fa discreta per lasciare spazio all’esperienza, perché solo una conoscenza profonda permette di restare aperta all’imprevisto.
Solo chi sa davvero dove andare può permettersi il lusso di cambiare strada per seguire un bambino.

L’innamoramento lento

Non ho scelto di fare la maestra per un colpo di fulmine, ma per un lento e costante innamoramento. Il Liceo Classico mi ha insegnato a guardare in profondità, formandomi a uno sguardo capace di cercare l’essenza delle cose. È in quegli anni che ho imparato ad amare l’umanità nelle sue sfumature e l’essere diventata zia a soli dieci anni — il regalo più grande che la vita potesse farmi — mi ha svelato la meraviglia dello sguardo infantile. Da allora, il mio cammino è stato un intreccio continuo con il mondo dei bambini: approdare all’insegnamento non è stata solo una scelta, ma quasi un destino inevitabile. È così che ho capito che non si trattava di decidere cosa volessi fare da grande, ma chi volessi essere. Una Maestra.

Perché sì: per me, la maestra non è un mestiere che si esercita, ma un’identità che ti appartiene in ogni singola molecola.

“Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare…..non sai che ci vuole scienza, ci vuol costanza ad invecchiare senza maturità…” – Francesco Guccini

La mia cassetta degli attrezzi

Il mio percorso in Scienze della Formazione Primaria e la specializzazione sul sostegno sono stati solo l’inizio di un’avventura in costante evoluzione.

Dal 2014 collaboro con la dirigenza scolastica all’organizzazione didattica ed educativa delle scuole dell’infanzia del mio Istituto, come Referente d’ordine. Dal 2016 sono Animatrice Digitale, ma per me il digitale non è fredda tecnica: è uno strumento per alimentare la curiosità.
Da diversi anni sperimento percorsi STEM e Tinkering, anche con alunni della scuola primaria e secondaria, per trasformare l’apprendimento in un’esplorazione coinvolgente in cui la tecnologia incontra la manualità. Perché la scienza è, prima di tutto, stupore creativo.
Come Referente Privacy e Animatore Digitale, porto l’innovazione a scuola con una convinzione: la tecnologia è uno strumento per potenziare il pensiero, mai un fine.

In questi anni passati tra i banchi (e sui tappeti) della scuola, ho capito che non si insegna mai da soli: si impara insieme, in una comunità di pratiche e riflessioni.
Credo profondamente nella cultura collaborativa. Come formatrice, il mio obiettivo non è “insegnare ai colleghi”, ma coinvolgerli in un’esplorazione comune, offrendo supporto pratico per le sfide quotidiane e stimolando riflessioni critiche sulla scuola e sul suo rapporto con la società contemporanea.

Quando non sono a scuola, la mia anima continua a cercare: i miei interessi spaziano dal digitale allo scrapbooking, dai videogiochi al giardinaggio.
Sono tante anime diverse tra loro, alle volte in contrasto, sempre in divenire

Ma non è in fondo questo che ci rende unici e irripetibili? 

Alchimie Educative nasce da qui: dal desiderio di unire la mia esperienza istituzionale alla mia parte più poetica e artigiana, dando voce e armonia alle mie anime divergenti. È il mio diario di bordo, uno spazio dove la scuola (e non solo!) si racconta con cura e un pizzico di incanto. Qui non troverai soluzioni pronte, ma riflessioni, ricerca e condivisione di una scuola viva, fatta di prove, errori e bellezza. È uno spazio per docenti e genitori che, come me, non hanno paura di “incespicare” nel sognare una scuola e un’educazione più umana, lenta e meravigliosa.

Benvenuti.