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Disegnare l’Invisibile: Cartografie e Mondi Possibili

Progettare una storia digitale non significa solo decidere cosa accade, ma definire dove accade. Lo spazio, non è mai un semplice sfondo, determina le possibilità di azione e di scoperta.

Per accompagnare i bambini nella costruzione dei loro scenari, ho scelto di affidarmi a due visioni letterarie opposte e complementari.

Il tratto che crea il mondo: Harold e la matita viola
C’è una potenza rivoluzionaria in “Harold e la matita viola” di Crockett Johnson. Harold non subisce il mondo; lo disegna mentre lo cammina. Se ha bisogno di luce, disegna la luna; se ha fame, disegna un giardino di torte. Questo è il cuore pulsante del Creators Lab!: la tecnologia come la matita viola di Harold. Ho voluto che i bambini sentissero quella stessa libertà: il digitale è uno spazio bianco che attende il loro tratto. Abbiamo riflettuto su come un semplice comando (un “input”) sia in realtà un atto creativo che genera un ambiente, un ostacolo o una via d’uscita.

L’omologazione e il coraggio della differenza: La città dei lupi blu
Dall’altra parte, “La città dei lupi blu” di Marco Viale ci ha permesso di riflettere sul concetto di “contesto”. In una città dove tutto è blu e tutti sono blu, cosa succede quando appare un elemento diverso? Abbiamo usato questo albo per discutere di conformismo digitale: i bambini sono stati sfidati a creare contesti che non fossero semplici “copia e incolla”, ma spazi capaci di accogliere l’imprevisto e la diversità.

Il lavoro si è poi spostato sul piano operativo, dove l’immaginazione ha dovuto incontrare il rigore della logica:

  1. Costruttori di mondi: Per aiutarci a delineare le caratteristiche principali dei nostri mondi abbiamo utilizzato un gioco di carte appositamente creato, con il quale ogni gruppo ha stabilito i dettagli del proprio universo (abitanti, confini, geografia, fonti energetiche, etc…)
  2. Mappe Mentali e Fisiche: Prima di passare al computer, abbiamo disegnato le mappe dei mondi su grandi fogli di carta.
  3. L’Ambiente come Variabile: Nel coding, lo sfondo può cambiare in base alle scelte dell’utente. I bambini hanno dovuto progettare la “coerenza” di questi passaggi: quando il mio personaggio sceglie, come cambia il paesaggio intorno a lui?

Insegnare a “progettare un ambiente” significa dare ai bambini gli strumenti per non sentirsi mai “smarriti” nella rete. Proprio come Harold, che alla fine della sua avventura disegna la finestra della sua camera per sentirsi a casa, spero che i bambini imparino a costruire spazi digitali che siano sicuri, accoglienti e profondamente loro.

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