The Teachers’ Coffee Club: uno spazio per pensare la scuola, insieme.
C’è un bisogno che spesso, nel correre quotidiano tra una lezione e un collegio docenti, resta inascoltato: il bisogno di fermarsi, di condividere, di confrontarsi per ritrovare il senso profondo del nostro fare scuola attraverso il dialogo.
Proprio per questo, nell’istituzione scolastica in cui lavoro abbiamo voluto creare uno spazio e un tempo che potesse rispondere a questo bisogno di “sosta” e di ascolto reciproco e così è nato il Teachers’ Coffee Club (TCC).
Perché un “Club”? Perché crediamo in una comunità di pratica dove il sapere professionale non viene “insegnato”, ma condiviso. Al TCC si portano esperienze, dubbi, saperi o semplicemente la voglia di ascoltare.
Nel progettare questo spazio, ho voluto che ci fosse una “cornice” chiara — un appuntamento fisso, un’aula accogliente, materiali scelti con cura — ma che al suo interno l’anima rimanesse libera, quasi selvatica. Il TCC è il luogo dove la gerarchia scompare per lasciare il posto all’orizzontalità. Qui, il racconto di chi è in classe da trent’anni ha lo stesso valore dello stupore di chi è appena arrivato. Un “terzo spazio”, dove il profumo di un caffè e il clima di un aperitivo abbassano le difese e favoriscono la partecipazione autentica per pensare la scuola, insieme.
In questi primi passi, abbiamo iniziato a scoprire quanto sia potente togliere l’armatura della “prestazione” e riscoprire il piacere della condivisione pura. Che si tratti di sfogliare insieme un albo illustrato per cercare nuove parole, o di riscoprire cosa significa per noi insegnare, l’obiettivo resta lo stesso: nutrire il nostro benessere e, di riflesso, quello dei bambini che accompagniamo ogni giorno. È una sfida semplice ma ambiziosa: contrastare l’isolamento professionale perché una scuola che sta bene parte, prima di tutto, da un corpo docente che si sente sostenuto e connesso.
Ho voluto condividere questo progetto qui, su Alchimie Educative, perché credo che ogni scuola abbia bisogno di un suo “Coffee Club”. Anche se questa iniziativa vive fisicamente tra le mura dell’istituto in cui opero (che ringrazio per aver abbracciato e sostenuto questa visione), il suo spirito appartiene a chiunque creda che la cooperazione tra docenti sia la forma più alta di cura pedagogica.
Vi racconterò le scintille che nasceranno in questo spazio, le riflessioni che emergeranno tra un sorso di caffè e l’altro, con la speranza che queste parole possano essere un invito, per ognuno di voi, a creare piccoli presidi di meraviglia e dialogo nelle vostre realtà.
Perché la scuola, in fondo, è un grande racconto che va scritto insieme.


