L’Etica del Bivio: Scegliere e Responsabilità nel Narrare Digitale
Cosa succede quando una storia non ha un solo finale? Cosa proviamo quando siamo noi, con un clic, a decidere il destino di un personaggio?
Nel Creators Lab!, la fase dedicata alla narrazione interattiva è stata quella che più di ogni altra ha messo i bambini di fronte alla realtà del mondo digitale: uno spazio fatto di scelte continue, dove ogni azione genera una conseguenza.
Per introdurre questo concetto, abbiamo esplorato le pagine di “A te la scelta” di Denis Peiron (illustrato da Hélène Druvert): un’opera cartotecnica straordinaria che esplora il concetto filosofico della scelta attraverso un’estetica raffinata e delicata. Non è un semplice libro interattivo, ma un vero e proprio viaggio introspettivo. Le illustrazioni di Hélène Druvert, con il suo inconfondibile stile fatto di fustellature laser, pop-up e alette, creano una profondità quasi magica. Ogni pagina è un dedalo visivo che rappresenta graficamente i bivi che incontriamo, mentre Denis Peiron accompagna le immagini con un testo poetico ed efficace che muove dai dilemmi quotidiani più banali fino a decisioni esistenziali e identitarie più profonde.
Questo albo comunica che “vivere significa scegliere” e che ogni decisione, piccola o grande, modella chi siamo. È un inno alla responsabilità e alla libertà individuale, perfetto per stimolare il pensiero critico.
È un albo prezioso, quasi un oggetto di design, che si presta benissimo anche a letture condivise per riflettere insieme sulla bellezza (e la fatica) del diventare grandi.
Usando questo libro, ho voluto far riflettere i bambini su un punto cruciale: scegliere significa assumersi la responsabilità del percorso. Se in un libro questo esercizio è un gioco, nella vita digitale — tra un link cliccato e un commento inviato — diventa una competenza di cittadinanza fondamentale.
Il passaggio tecnologico è avvenuto attraverso Twine: uno strumento di narrazione interattiva che permette di creare storie a bivi usando una struttura logica “a nodi”. Qui il digitale si è mostrato nella sua veste più pura: quella del pensiero logico. I bambini hanno dovuto imparare a:
- Prevedere le conseguenze: Se il mio protagonista decide di fidarsi di uno sconosciuto nella rete della storia, cosa accadrà nel nodo successivo?
- Gestire la complessità: Creare un bivio significa scrivere due storie diverse che devono mantenere una loro coerenza.
- Il debugging etico: Quando la storia “si rompe” o porta a un finale non desiderato, i bambini tornano indietro per capire dove la scelta ha cambiato rotta. È l’essenza della riflessione critica.
Lavorare con i bivi narrativi ci ha permesso di aprire finestre di dialogo importanti sui rischi e le opportunità del web. Abbiamo parlato di privacy, di cyberbullismo e di attendibilità delle fonti, ma lo abbiamo fatto “dall’interno” della narrazione. Il “bivio” è diventato la metafora di ogni nostra interazione online.
Progettare storie interattive con Twine non è solo un esercizio di coding. È un modo per dire ai bambini che il loro percorso, digitale e reale, non è scritto da altri. Hanno in mano la “penna” (o la tastiera) per decidere quale direzione dare al racconto.
Educare all’etica del bivio significa formare utenti che non subiscono gli algoritmi, ma che sanno fermarsi, valutare e scegliere con consapevolezza e cura.


